La scuola dell’infanzia concorre all’educazione armonica e integrale dei bambini e delle bambine che, attraverso la famiglia, scelgono di frequentarla dai due anni e mezzo fino all’ingresso nella scuola primaria, nel rispetto e nella valorizzazione dei ritmi evolutivi, delle capacità, delle differenze e dell’identità di ciascuno, nonché della responsabilità educativa delle famiglie. Operando in questa direzione con sistematica professionalità pedagogica, essa contribuisce alla realizzazione del principio dell’uguaglianza delle opportunità e alla rimozione degli « ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese » (art.3 della Costituzione).

La scuola dell’infanzia è un ambiente educativo di esperienze concrete e di apprendimenti riflessivi che integra, in un processo di sviluppo unitario, le differenti forme del fare, del sentire, del pensare, dell’agire relazionale, dell’esprimere, del comunicare, del gustare il bello e del conferire senso da parte dei bambini.

Quest’ultima si basa su una programmazione che ha come riferimento le Indicazioni Nazionali. Si vanno qui ad esplicitare le finalità che la scuola deve promuovere:

  • La maturazione dell’identità;
  • La conquista dell’autonomia;
  • Lo sviluppo delle competenze;
  • L’avvio alla cittadinanza.

Tenendo conto di ciò le insegnanti elaborano percorsi maturati sulla base delle esigenze che ogni alunno ha e sulla base dell’età. L’approccio attraversa in modo trasversale tutti i campi d’esperienza finalizzati allo sviluppo dell’apprendimento dei bambini:

  • IL SÉ E L’ALTRO
  • IL CORPO E IL MOVIMENTO
  • IMMAGINI, SUONI, COLORI
  • I DISCORSI E LE PAROLE
  • LA CONOSCENZA DEL MONDO.

Queste sono programmate per indurre il bambino a raggiungere dei traguardi specifici del campo di esperienza, ne fanno parte tutti i momenti della giornata scolastica: dalle attività ritmate e libere a quelle più strutturate.